Camera USA blocca limitazioni alle importazioni di oliio d’oliva

Washington, DC (20 giugno 2013) – Nel quadro del Farm Bill, il pacchetto legislativo per il settore agricolo americano, la Camera dei Rappresentanti USA ha approvato oggi a grande maggioranza (343 voti a favore, 81 contro) un emendamento che blocca l’introduzione di un “market order” sulle importazioni di olio d’oliva. E’ stata cosi’ evitata l’istituzione di una misura che, prevedendo controlli obbligatori sul 100% delle importazioni di olio d’oliva, avrebbe di fatto determinato una loro limitazione.

Il Farm Bill non e’ stato poi approvato dall’Aula per dissensi politici su altri aspetti del provvedimento.

“Abbiamo ritenuto importante evitare che il testo includesse una misura molto penalizzante per i produttori italiani e che andava in una direzione opposta a quella della liberalizzazione del commercio cui si aspira con i negoziati per la Transatlantic Trade and Investment Partnership”, ha rilevato l’Ambasciatore d’Italia a Washington Claudio Bisogniero. “L’azione di sensibilizzazione dell’Ambasciata e della Delegazione dell’Unione Europea nei confronti del Congresso – ha egli aggiunto – ha contribuito a coagulare un’ampia maggioranza bipartisan alla Camera per respingerla. E questo e’ un risultato importante anche in vista della riproposizione del testo”. Fondamentale, nell’azione svolta, e’ stato il sostegno dei Congressmen Bill Pascrell e Pat Tiberi, co-presidenti del “Caucus italo-americano”.

L’olio d’oliva importato negli Usa (in particolare da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Paesi del Nord Africa) rappresenta oggi il 98% circa del consumo sul mercato interno americano. L’industria locale (soprattutto californiana) copre solo il restante 2%.